Quei capi a poco prezzo...

Quei capi a poco prezzo...

Ho passato un periodo da massimalista, se ci si può definire così.
Comperavo una marea di vestiti a basso costo, carini alla vendita ma si deterioravano in poco tempo nonostante io li curassi al meglio.
Un giorno, aprendo il mio armadio mi sono resa conto di possedere pochi capi che potevano essere indossati per uscire. Avevo magliette slabbrate, bucate e scolorite, pantaloni che erano divenuti almeno di una taglia più grande da quando li avevo comprati.
Grazie ad un trasloco ho preso in mano la situazione ed ho analizzato ogni capo per capire cosa farne; inutile dire che molti sono stati buttati.
Appesantita dai sensi di colpa, ho guardato ciò che restava: una parte che non mi stava più, è andata in beneficienza e una parte è rimasta nel mio armadio.
Mi sono stupita di notare che molti capi “tenuti” appartenevano a tempi precedenti al mio shopping eccessivo perché erano capi che avevo selezionato meglio all’acquisto. Avevano tessuti più performanti o naturali ed uno stile che supera le mode.
Da allora ho imparato a curare anche l’aspetto della compera e questo mi ha fatto spendere tempo nella ricerca ma salvarne molto quando mi devo vestire. Il mio armadio “respira”, ha un giusto numero di capi e sono tutti i miei favoriti. Cerco di essere un acquirente più di un consumatore.
Preferisco comperare un capo che abbia una storia che mi possa essere raccontata ma lo stesso vale per il cibo, i prodotti per il corpo e i prodotti per la casa.
Ho imparato che mettere un po’ di mindfulness nella nostra vita ci porta a scegliere solo il meglio.
Ci permette di essere presenti in ogni fase della nostra giornata e ci permette anche di essere più attenti nelle scelte che in qualche modo influiscono sulla salute del nostro pianeta.
La prossima volta che facciamo le pulizie di stagione degli armadi (che oggi chiamiamo decluttering) chiediamoci quante volte siamo caduti nella trappola del capo carino che costa poco e facciamo una somma approssimativa di quanto abbiamo speso (non entro nel merito di quanto il nostro pianeta abbia pagato per la produzione di quel capo in termini di produzione e acqua) e ci renderemo conto che con quella somma avremmo potuto comprare qualcosa di valore.
Abbiamo ancora una chance per diminuire il nostro senso di colpa : l’upcycling ma questo sarà oggetto di un prossimo articolo.

(Foto di EVG Kowalievska da Pexels)

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